Due settimane fa si chiudeva la seconda edizione di Tensioni, il festival culturale di arti e sguardi sul presente targato FDZ.

Due giornate intense, sia dal punto di vista organizzativo che dei contenuti, trascorse fra curiosità, riflessioni, mostre, laboratori, professionisti di altissima caratura artistica e culturale, e spettacoli da tutto esaurito con lunghe liste d’attesa. Infatti insperatamente, nonostante le paure e le incertezze per le norme di sicurezza e prevenzione da Covid-19 a cui il 2020 ci sta vincolando, siete stati davvero in tanti a farci visita, a telefonare, mostrare interesse e a farci sentire il vostro supporto.

Quest’anno il Festival, mantenendo la tematica triennale della “geografia delle relazioni”, ha esplorato un argomento molto attuale che ci ha portato al confronto con questa imprevedibile esperienza che stiamo vivendo: le relazioni interpersonali, il bisogno fondamentale dell’incontro e del rapporto con gli altri. L’Io in rapporto col Noi, l’individuo e la collettività.

La prima giornata si è aperta con una serie di riflessioni di grande spessore sullo stato di salute della cultura, una tavola rotonda intitolata, a buona ragione, L’arte cura l’anima. Vi hanno preso parte l’esperta in innovazione digitale e business developer Laura Aglio; l’attrice e drammaturga Marta Cuscunà; l’attore, regista e organizzatore di rassegne culturali Corrado d’Elia; il pianista, compositore e musicologo Enrico Merlin; Cristina Regazzo, esperta di strategie turistiche e comunicazione; e Roberto Tovo, vicesindaco di Rovigo e assessore alle Politiche Culturali, Servizi Formativi e Risorse Umane.

A seguire due talk molto apprezzati, il “making of” del nuovo spettacolo di Marta Cuscunà, Earthbound che debutterà il 28 gennaio 2021 al Teatro Bonci di Cesena e Gli orizzonti della fragilità, un confronto in video collegamento tra la giornalista scientifica Silvia Bencivelli e la filosofa e saggista Michela Marzano, che hanno ragionato assieme al pubblico presente in sala, e coloro che seguivano la live streaming, sul concetto di fragilità.

Il programma della prima serata ha visto poi gli interventi artistici di Claudia Marsicano in R. OSA di Silvia Gribaudi; la Compagnia d’Arte Dinamica AlphaZTL nella proiezione del video danza Intangout e Teho Teardo nel concerto evento, sold out già dalla mattina.

La seconda giornata, che ha portato al Censer un numero sempre maggiore di persone, è stata all’insegna delle presentazioni dei progetti artistici: l’esposizione di poster ispirati alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani UDHR posters for human rights, con Dario Carta; l’opera di videoarte Il suono immobile di Camilla Ferrari e Alberto Gambato, prodotto da FDZ, che scopre una Rovigo piena di suoni e rumori che diventano musica; e Voi che guardate dietro di me, installazione del collettivo artistico di studenti dell’Accademia delle Belle arti di Venezia P0int – punto zero, risultato della residenza artistica avviata con FDZ. Questi tre progetti rientravano tra gli eventi continuativi del Festival assieme a Calibro, i poster interattivi progettati dallo studio Ida. Identity atlas in collaborazione con FDZ.

Nel pomeriggio Romanza della Compagnia Twain, una delicata, simbolica e raffinata pièce di danza site-specific che affronta delicatissimi temi etici e sociali relativi alla relazione con l’altro; e il talk di Pietro Del Soldà, filosofo, scrittore, conduttore radiofonico di “Tutta la città ne parla” su Rai radio 3, che ha riempito Sala Rigolin. Ci siamo presi anche il tempo per dedicarci ai più piccoli, con il laboratorio di Andrea Zanforlin, Favole al telefono ai tempi dello smartphone, durante il quale Laura del negozio NaturaSì di Rovigo ha consegnato dei semi ai bambini in occasione di “Seminare il futuro”, una giornata istituita a ottobre per ricordare l’importanza della biodiversità.

Il Festival si è poi concluso con il sold out di Io, Vincent Van Gogh, lo spettacolo teatrale di Corrado D’Elia, un flusso emotivo in soggettiva sui pensieri del geniale e complesso pittore olandese, l’artista più amato e incompreso di sempre.

Quest’anno, inoltre, a contorno degli eventi in programma, c’erano ad aiutarci i ragazzi che hanno aderito al percorso PCTO di alternanza scuola-lavoro con il Festival Tensioni e i loro docenti, gli allievi dell’Istituto alberghiero Cipriani di Adria che hanno gestito l’area accoglienza, e i ragazzi del Liceo scientifico Paleocapa che si sono scatenati con la web radio del Festival.

Per quel che ci riguarda, tanta è stata la soddisfazione per essere riusciti attraverso questi mesi di incertezze e di lavoro intenso, a elaborare nuovi scenari e nuove soluzioni per sperimentare con voi differenti forme di incontro. Non ci siamo arresi all’idea di non poter ricominciare e ci gratifica avervi visti così partecipi. La speranza era quella di coinvolgervi e aprire delle domande per una riflessione, una ricerca di nuovi punti di riferimento utili per metabolizzare il cambiamento che è in atto.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’apporto e la passione di tutti i sostenitori, gli organizzatori, i tecnici, i volontari e i collaboratori del Festival.

Un sentito ringraziamento anche a tutti voi che siete passati, vi aspettiamo a Tensioni 2021.

Un ringraziamento speciale al personale di CenSer Spa Rovigo Fiere, allo staff tecnico-creativo-organizzativo FDZ e ai volontari del Festival, a Mattia Casarin, Well Engineering S.r.L. per il servizio di streaming, NaturaSì, Ristorante da Mino e a tutti gli amici che ci hanno sostenuto tra cui i media partner: Il Gazzettino, Il Resto del Carlino, La voce di Rovigo, RovigoOggi, RovigoInfocittà, Rovigoindiretta, Mentelocale, Radio Pico e Radio Rovigo; i nostri sponsor tecnici Rovigo Convention and Visitors Bureau e Ida. Identity Atlas.

La nostra riconoscenza, infine, ai sostenitori del progetto FDZ: Regione del Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Rovigo, Fondazione Rovigo Cultura, ASM SET per il loro prezioso supporto.

© Regia, fotografia e montaggio: Alberto Gambato