Un viaggio di due giorni, sulle ali delle arti e del pensiero contemporaneo tra laboratori, suoni elettronici, concerti, danze di corpi intrecciati, suggestioni, poesia assordante, video ipnotici, interrogativi.
È stata scritta così, nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 settembre, la prima pagina dell’edizione numero uno di Tensioni, il festival culturale multidisciplinare di FDZ. Il festival ha raccontato, con l’aiuto di tutti gli artisti e gli ospiti che si sono avvicendati nei due giorni, le tensioni del quotidiano, interrogandosi sulle sfide della società futura a partire dalle rotte tracciate dalle relazioni umane.
Una proposta inedita per contenuti e format nel territorio Polesano, con protagonisti di livello assoluto: da Giovanni Anversa, vicedirettore di Rai 3, al geografo e filosofo Franco Farinelli. Nell’arte invasa dalla tecnologia, abbiamo incontrato artisti che la macchina la usano come estensione del sé, come Marta Loddo Mumucs con la sua loop station; o altri che vivono programmando congegni digitali sensibili alle azioni umane per esplorare le interazioni uomo-macchina, come l’istallazione “To-not-disappear” di Luisa Fabrizi.
Nella giornata di domenica, la performance “A morsi” della band Mattatoio5 insieme all’intenso attore padovano Vasco Mirandola ha raccontato la rivoluzione dell’essere umano che non riesce a esprimere sé stesso. E ancora visioni e rappresentazioni nelle performance musicali dei Romea, di Serena Brancale, di Dimartino, e le straordinarie sperimentazioni ante-litteram dell’artista polesano di fama internazionale Paolo Gioli, i cui film e testi sono stati riportati in scena da Allegro, Martinelli, Carpentieri, Sambin (Tam Teatromusica) con uno spettacolo che ha saputo coinvolgere Sala Bisaglia.
Per tutta la durata del weekend la fotografia ci ha raccontato piccole storie di tante terre lontane e vicine attraverso “10 ritratti”, la mostra di Matteo de Mayda al muretto caldaie: persone comuni, senza pietismi da sbandierare. Storie apparentemente insignificanti, che diventano arte e occasioni di riflessione, anche nei racconti di Matteo Guidi, a metà strada tra antropologia sociale e arte contemporanea.
Non è mancato inoltre uno spazio per la danza che, con le performance di Laura De Nicolao e Claudio Pisa della Compagnia Fabula Saltica di Rovigo ha posto al centro la fisicità della relazione e con “I have a dream” di AlphaZTL Compagnia d’arte dinamica, ha messo in scena il sogno di uguaglianza di Martin Luther King.
Bruno Mastroianni, social media manager Rai, ha portato in Piazzetta Colonne una riflessione sulla comunicazione e le dispute sui social network sostenendo che bisogna agire e raccogliere la sfida della “disputa felice”, con una buona dose di autoironia e la capacità di restare focalizzati sul tema, anziché sulla spinta alla prevaricazione.
Relazioni di amicizia tra mondi diversi sono state esplorate anche nelle rappresentazioni artistiche dedicate ai più piccoli, come nello spettacolo “Il baule di Mangiafuoco” della Compagnia Teatro Amico di Fratta Polesine, che coi suoi burattini ha vinto il bando Tensioni 2019.
Ma Tensioni è stato anche l’occasione per aprire un “ponte” tra il Polesine e Kum! Festival di Ancona, con l’intervento del prof. Alessandro Inserra. Il chirurgo dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha raccontato, insieme allo psicanalista Nicolò Terminio, il caso di separazione di due gemelline siamesi, testimoniando il ruolo determinante della tecnologia per la vita umana.
Il mondo tecnologico, per contrasto, ha saputo anche esaltare le arti classiche, dove gli scultori mostrano senza filtri il loro lavoro che si costruisce con le mani, giorno dopo giorno su materiali da riutilizzare. È il Pre- , un collettivo di quattro giovanissimi artisti ancora in formazione che per due giorni hanno lavorato sotto gli occhi dei visitatori, fino ad allestire una mostra con le opere finali, giusto in tempo per la chiusura del Festival.
Numerosi talk e spettacoli in rapida successione si sono svolti nei due giorni del Festival, ma Tensioni è stato anche molto altro: poesia, performance continuative e laboratori, 2 mostre visivo-fotografiche, un’installazione tecnologica e l’animazione della pista ciclo-pedonale Chiara Lubich che collega la stazione dei treni al CenSer con artisti di strada.
Un viaggio di due giorni, una riflessione collettiva e singola, cui hanno contribuito davvero in tanti, tutti andando ad esprimere, o a sottintendere, il bisogno di una società che, pur restando immersa nel digitale, ritrovi il valore del rapporto interpersonale nella relazione umana, la comunicazione e il confronto, lo scambio e la condivisione di pensieri ed emozioni. 
Grazie a tutti voi che siete passati, vi aspettiamo a Tensioni 2020.
Un ringraziamento a tutto lo staff creativo-tecnico-organizzativo FDZ: Laura Aglio, Alessandro Alfonsi, Laura Bortoloni, Enrica Crivellaro, Claudio Curina, Annalaura Dolcetto, Camilla Ferrari, Alberto Gambato, Alessia Luciani, Gianluca Quaglio, Cristina Regazzo, Claudio Ronda, Alice Rossato, Beatrice Tessarin, Andrea Zanforlin, i volontari della classe III/A del Liceo classico statale Celio-Roccati di Rovigo, che nel progetto di alternanza scuola-lavoro, hanno vissuto la prima vera esperienza lavorativa, l’ottimo supporto tecnico di Carlo Service. Una menzione particolare per il personale di CenSer Spa – Rovigo Fiere, a Negri Ricevimenti, Birrificio Mall e Torre Mozza-Craft Beers. Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto: i media partner La Voce nuova di Rovigo, RovigoOggi.it, Rovigoinfocittà.it, ViaVai; gli sponsor tecnici Rovigo Convention & Visitors Bureau e Ida.Identity Atlas; i collaboratori Rotary Club Rovigo, CAT Imprese Confcommercio Rovigo. Le preziose partecipazioni di Fridays For Future Rovigo intervenuto in “Fuori Festival”, Amnesty International ed Emergency Rovigo.
 
Il Festival Tensioni, promosso e ideato da La Fabbrica dello Zucchero, trova spazio nei cortili e nei padiglioni di CenSer Spa – Rovigo Fiere. Si avvale della collaborazione e del sostegno di Regione del Veneto, bando POR FESR 2014-2020 per le imprese culturali, creative e dello spettacolo, è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, con i patrocini del Comune e della Provincia di Rovigo.