La terza edizione del Festival Tensioni ha visto diverse centinaia di persone assistere agli eventi negli spazi dell’immenso ex-zuccherificio che si è trasformato per due giorni in una vera e propria piazza culturale. Un caleidoscopio di storie, quelle dei protagonisti delle performance artistiche e dei dibattiti sul palcoscenico, ma anche quelle delle figure del backstage, gli organizzatori, i tecnici, i volontari e gli studenti impegnati nei loro percorsi di PCTO: la web radio di Tensioni a cura del Liceo Scientifico Paleocapa, la nuovissima webzine a cura del Liceo Classico Celio di Rovigo e l’accoglienza del pubblico e degli artisti che è stata affidata all’Istituto Alberghiero Cipriani di Adria.

Il CenSer di Rovigo si è animato nel primo fine settimana di ottobre, con una girandola di dibattiti, performance artistiche, danza contemporanea, installazioni e videoproiezioni sul tema “identità e genere”.

L’anteprima con Drusilla Foer di venerdì 01 ottobre, è stata un successo di partecipazione emotiva e numerica: un sold-out con persone di ogni età, piacevolmente intrattenute dall’eleganza, anche verbale, e dalla profondità di pensiero dell’artista.

La prima giornata ha salutato una grande affluenza di pubblico fin dal mattino di sabato 02 ottobre. Ad attirare la curiosità generale è stata la presenza del Prof. Giuseppe Burgio dell’Università Kore di Enna che ha tracciato un quadro di differenze, dati alla mano, tra i comportamenti sessuali degli adolescenti del passato e quelli di oggi. Fra le
cause della trasformazione, il movimento femminista ed Lgbt+, che hanno prodotto una complessiva decrescenza dell’omofobia nelle società occidentali.

Si è perfetti così come si è – ha concluso Burgio – e non si deve più diventare qualcosa di conforme ad una norma astratta. La sessualità si rivela per essere una realtà complessa, di comportamenti, di fantasie e desideri, molto più di come le generazioni passate l’hanno rappresentata”.

La prima mattinata del Festival ha poi visto la presentazione della mostra “Postcards from other worlds” dell’eclettico designer Dario Carta e la prima proiezione del cortometraggio “In Her Shoes” di Maria Iovine, dedicato a un mondo distopico, in cui le donne rappresentano il sesso del potere, mentre gli uomini quello della cura e della dolcezza.

Il pomeriggio è stato dedicato alla danza, nella sua versione più contaminata con la graphic novel e la connessione corpo-voce su ritmi musicali ossessivi.

“Loose dogs” è il titolo della performance, con corpo e voce di Emanuela Serra, co-fondatrice di Balletto Civile, mentre dalla Korea del Sud è stato trasmesso in diretta streaming “Three Airs” di Park Na Hoon Dance Company & Y’s U performing group.

L’assenza sostanziale di modelli diversi dal genere “maschio, bianco, etero” nella letteratura, nel cinema e nella politica, come specchio di una cultura generale della società occidentale, è stato il tema di “Diversità, tra rappresentanza e rappresentazione” con Eva Vittoria Cammerino, co-fondatrice della scuola di politica per ragazze Prime Minister, Francesca Cavallo, innovativa narratrice delle diversità, e Attilio Palmieri esperto di arti visive dell’Unibo e studioso delle serialità televisive.

Per chiudere il sabato un evento musicale ad alta intensità emozionale con Davide “Boosta” Dileo, tastierista dei Subsonica. “Facile” è il suo ultimo progetto da solista in cui si mescolano il piano classico con garbati inserti elettronici. Un viaggio sonoro del pensiero in Sala Bisaglia, al CenSer, con un risveglio finale fra gli applausi scroscianti del pubblico.

Nella seconda giornata si sono susseguiti altri appuntamenti: la presentazione dell’installazione dei P0int-punto zero alla loro terza presenza al Festival; il corto e la performance di Andrea Zanforlin, attore rodigino di teatro-terapia con un gruppo di ragazzi con disabilità del progetto “Odissea delle diversità”; la discriminazione raccontata dal Clan Sirio del Gruppo scout Rovigo 2 in “Tocca al(la) mia storia”. Molto applaudito l’intervento della regista Diana Anselmo, con il corto sullo sguardo “Autoritratto in 3 atti” e la presentazione dell’innovativo progetto dell’Associazione Al.Di.Qua Artists, primo collettivo di artisti disabili autogestiti a livello europeo. “Cosa ti rende disabile? – ha chiesto Diana, rivelando la sua sordità congenita – c’è un termine unico per tutto ciò che è diverso da “maschio, bianco, etero, cis, abile, sano”, invece le esperienze disabilitanti sono tante e diverse. E se non c’è un termine che ti definisce, tu non esisti. Vogliamo smettere di essere eccezioni”.

Momento clou della domenica è stato il talk “Molti: discorso sulle identità plurime” di Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della scienza all’Unife. “Enfatizzare un’appartenenza è un errore perché si appartiene anche ad altri gruppi, ed ogni gruppo ha le sue regole da rispettare. Solo noi – ha concluso lo studioso – sappiamo i veri motivi per cui apparteniamo o non apparteniamo.

Provocazione di tutt’altro genere con il grande coreografo e danzatore Carlo Massari di C&C Company nel suo ultimo lavoro “A peso morto”: una performance site-specific graffiante, una sorta di fotogramma di una periferia senza tempo e identità. In scena il personaggio base di tutta una galleria: l’anziano. Rugoso e incerto residuato di una periferia che cambia e si evolve nell’inutile definizione di “città metropolitana”, noncurante e dimentica di chi ha abitato le zone marginali. Una profonda indagine sui cambiamenti e le dinamiche sociali che scuote gli spettatori.

Il festival Tensioni si è animato anche di tante presenze fuori programma. Intermezzi artistici, interventi di lettori dell’associazione Rovigo città che legge e di musicisti che hanno intrattenuto il pubblico tra un evento e l’altro. Tra questi Paola Magosso con la sua arpa celtica e il Team delle arpiste di Ariano nel Polesine dirette dalla maestra Sabina Baratella, insegnante della secondaria a indirizzo musicale dell’IC Turolla di Ariano e Corbola, con lei si sono esibite Andrea Vittoria Bellini, Vittoria Angoni, Camilla Frigato ed Elisa Stefanini.

Ringraziamenti

Il Festival Tensioni è ideato e organizzato dallo staff de La Fabbrica dello Zucchero, assegnataria del contributo della Regione Veneto POR FESR 2014-2020, Bando per l’erogazione di contributi strutturali per le imprese culturali, creative e dello spettacolo; è realizzato in collaborazione con CenSer Rovigo-Fiere, Ente Rovigo Festival, Associazione Balletto ‘Città di Rovigo’, Consorzio Universitario di Rovigo, Liceo Scientifico Statale P. Paleocapa di Rovigo, Liceo Statale Celio Roccati di Rovigo e Istituto Professionale di Stato per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera G. Cipriani di Adria.

L’iniziativa è sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Rovigo Cultura e Comune di Rovigo; sponsor ASM Set Rovigo; sponsor tecnici Rovigo Convention & Visitors Bureau, Confcommercio Imprese per l’Italia Rovigo e Studio Ida Rovigo.

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