CONCERTO

L’interpretazione classica della musica elettronica

Un’armonia di suoni, luci e colori. Così Davide Dileo in arte Boosta ha movimentato la serata della seconda giornata del Festival “Tensioni”. La sua carriera nel mondo dello spettacolo è iniziata all’età di soli quattordici anni, ed ha avuto il suo massimo culmine nel 1996, quando è divenuto co-fondatore dei Subsonica nel 1996. Ha realizzato inoltre numerosi album, rivisitazioni di brani del pop italiano degli anni Ottanta in chiave elettronica, ed è diventato in brevissimo tempo uno dei migliori Dj italiani più ascoltati del momento. Oltre ad essere un artista poliedrico, ha conquistato fama anche nel campo compositivo, della scrittura e della conduzione radio-televisiva.

Foto di Antonia Tessari
Foto di Antonia Tessari

Ieri sera si è esibito con il suo ultimo progetto chiamato “Facile”, che si presenta come un mix tra la musica contemporanea del Novecento e i suoi cosiddetti “esperimenti”, facenti parte del suo ricco e fantasioso repertorio pianistico, attraverso l’utilizzo di numerose attrezzature sia classiche, come il pianoforte, sia elettroniche, come il “Roland”, un Dj controller che permette di eseguire una sequenza di suoni di batteria in quattro canali differenti, il “Mellotron”, una riedizione dell’originale strumento musicale a tastiera anni Settanta che produce suoni ipnotici su nastri magnetici, e vari programmi presenti negli iPad collegati con dei jack alle attrezzature sul palco.

E con un pizzico di passione, Boosta è riuscito a creare un ensemble di musicalità creando attorno a sé un’atmosfera alquanto confortevole e ipnotizzante, alternata da momenti accompagnati dalla delicatezza del pianoforte e altri dalla magnetica melodia degli strumenti. Dedizione, predilezione, amore e fanatismo, concentrazione e connessione, un tutt’uno con la musica. E con pochi e semplici gesti riusciva a trasportare il pubblico in una nuova dimensione, e non lo abbandonava, anzi lo accompagnava ad esplorarla mano nella mano, proprio come una mamma aiuta il suo piccolo bambino a camminare. Attimi di pura tensione, di tranquillità e serenità e di svago si avvicendavano tra di loro, tra alti e bassi, tra “Fiducia” e “Lacrime”, tra “Nebbia” e “Gloria”, tra gioia e rimpianti.  Ed è proprio qui che si possono riconoscere le vere doti di un artista: il coinvolgere e il guidare il pubblico verso una nuova conoscenza è molto fondamentale per il musicista in sé, e Boosta ha saputo farlo alla perfezione, aggiungendo quel tocco musicale che lo caratterizza personalmente, che lo diversifica e che lo rende unico nel suo genere.

Foto di Antonia Tessari

Antonia Tessari